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SOGEMI NEWS n. 8 Luglio 2009 - Estratto a cura di ASA-EXPO Estratto per vetrina ASA-EXPO-SOGEMI del sito www.ASA-Press.com Il Cari amici lettori, nel numero che apre le vacanze estive le testimonianze della partecipazione a TUTTOFOOD, il report sul convegno di Rimini per la correzione dei modi con cui operano i mercati agro-alimentari con interessanti spunti di correzione, la riflessione del professore Attilio Scienza sulle denominazioni di etichetta dei vini italiani e su una loro più marcata identità d’interpretazione con i territori di coltivazione ed infine i suggerimenti di un team di comunicazione giapponese. Si evidenzia un’occasione di lettura meno frettolosa del solito per accrescere il bagaglio di conoscenze che possono rendere efficace la comunicazione trasparente e costruttiva, al di la delle parrocchie, di questo settore che si avvia ad un vero protagonismo di eccellenza e di accessibilità per tutto il mondo. Solo sei anni ci separano dall’evento del 2015, e l’Italia, che negli ultimi dieci anni ha cercato di tenere al vertice un’immagine spontaneamente cresciuta nei mercati, deve migliorare attraverso una comunicazione trasparente, anche se di parte che i comunicatori siano portati a fare, e comprensibile per credibilità ed autorevolezza di contenuti e messaggi utili alla società oltre che ai clienti potenziali a cui si indirizzano, sono – ripetiamo – occasione unica da non perdere. La cucina italiana, così amata e imitata con pieno diritto da cuochi e proposte commerciali, fa gola a tanti concorrenti: dall’Italia, da Milano, dovrà essere diffuso un coro omogeneo per verità d’informazioni e di sollecitazioni a rivelarsi primo per scelta di forma e contenuto. Invitare alla visita dei Mercati Milanesi i turisti, non solo giapponesi, è suggerimento positivo, che per primi i comunicatori dovranno intendere. Che si tratti della visita alle valli di Comacchio o di quella a Napoli e ai suoi arcipelaghi, estesa a una visita alla piccola cittadina emiliana o al favoloso mercato del pesce in arrivo a Procida e pronto alla distribuzione dalle pescherie di Pozzuoli è iniziativa di altissimo gradimento. Il suggerimento è non solo ripetibile da Palermo a Chioggia, ma, se serve, la memoria ha ancora vive le immagini colte direttamente a Tokyo o a città del Messico o a Helsinky nella mia carriera di battitore libero del mondo per creare opportunità di cessioni, joint venture, acquisizioni di industria e scienza dei materiali intercalata da liberi scambi di piacere e civiltà della tavola che aggiungeva sapori di amicizia. La rubrica, salvo eventi eccezionali, resterà abbastanza libera da ulteriori presentazioni dell’ammirevole comunicazione che ci proviene dalla squadra di SOGEMI NEWS che si aggiornerà in settembre. Intanto, a Milano e dintorni lombardi, prosegue un’azione convincente per creare punti di riferimento trasparenti, veri, competenti che possano accompagnare la divulgazione dei prodotti agroalimentari italiani con quelli di tutta la loro cucina. Auguriamo al Presidente della Accademia Italiana della Cucina, nata e cresciuta a Milano nel 1953, professore Giovanni Ballarini, stimato protagonista della sua storia, piacere e scienza, di prendere con “giovanile” spirito il rinnovo della sua nomina ed affiancare una collaborazione come quella del professore Scienza a questa rubrica con lo spirito di Orio Vergani ed il carisma di Giovanni Nuvoletti, rinforzato dal suo sapere scientificamente inoppugnabile, per dare forza alla proposta di essere validi protagonisti dell’alimentazione del Pianeta Terra. Enzo Lo Scalzo Sogemi Food e Consorzio Produttori a Tuttofood I risultati della partecipazione congiunta
di SOGEMI FOOD e del Consorzio Produttori Ortoflorofrutticoli alla fiera
Tuttofood (Milano, 10-13 giugno 2009) sono stati positivi. SOGEMI FOOD
nel corso della manifestazione ha avuto modo di illustrare ai visitatori
della fiera i contenuti del progetto “La Città del Gusto
e della Salute” per la cui realizzazione la società è
stata costituita, riscontrando un rinnovato interesse da parte di molte
realtà istituzionali e commerciali nazionali ed estere.
Foto 1: Il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, on. Luca Zaia con Mario Bossi, Presidente del Consorzio produttori ortoflorofrutticoli di Milano.
Foto 2: Roberto Predolin, Presidente Sogemi e Mario Bossi, Presidente del Consorzio produttori ortoflorofrutticoli di Milano, con le piante di pomodoro esposte nello stand che tanta ammirazione hanno riscosso da parte dei visitatori di Tuttofood 2009.
(Proseguono le verifiche, gli approfondimenti e i contatti finalizzati alla realizzazione di uno spazio dedicato alla commercializzazione di prodotti enologici di qualità. Siamo quindi lieti di poter ospitare su Sogemi News un contributo sul tema della valorizzazione del vino italiano a firma del Prof. Attilio Scienza). Lo stile è l’originale espressione
di un periodo culturale, di un prodotto, di un modo di fare musica o di
vestirsi. Ci chiediamo se il vino, prodotto oggi nelle varie località
italiane, ne trasmetta uno riconoscibile. Purtroppo la risposta è
negativa: il nostro Paese presenta una molteplicità di stili non
solo tra le diverse denominazioni, ma addirittura tra i vini di una stessa
DOC dove la tipologia dei vini prodotti spazia tra un gusto tradizionale
ed il ritorno ai vitigni autoctoni. Come ridare allora alla parola tipicità il suo significato originario, che faccia identificare quasi in modo istintivo un vino italiano, come facciamo quando riconosciamo una persona dai tratti salienti del suo viso o un bel quadro, dall’insieme delle sue caratteristiche cromatiche o topologiche. Il ritorno alle origini nelle modalità con le quali si designa un vino, il luogo della sua produzione, rivaluta il ruolo della tradizione o meglio di una sua corretta interpretazione, per proteggerci dagli effetti della globalizzazione. Infatti comprendere le risorse pedoclimatiche di un territorio viticolo, valorizzarle con una scelta genetica e con opportune tecniche colturali, vuol dire sfuggire alla crescente banalizzazione dei vini sempre più espressione della tecnologia enologica. Fortemente connessa al territorio ed alla difesa delle tradizioni e dell’ambiente, è la produzione dei vini cosiddetti “etici”, espressione della viticoltura biologica e biodinamica, fenomeno che presenta contorni molto vasti per sigle ed ancora poco definiti per contenuti ma che sta ad indicare che il consumatore culturalmente più evoluto avverte l’esigenza di utilizzare nuovi criteri di scelta che vadano al di là di quelli tradizionali (prezzo, provenienza, vitigno, marchio) e che siano in grado di offrire significati sociali ed ecologici ai loro acquisti. Il termine “eco-compatibile” nasconde però, al di là dei nobili propositi, il tentativo più o meno esplicito di esorcizzare la crescente banalizzazione del vino nel mondo e di offrire l’occasione ad una ristretta cerchia di consumatori di distinguersi attraverso la scelta di questi vini, distinzione però esercitata non per la qualità intrinseca del vino ma solo dal loro elevato potere d’acquisto. Produrre vino rispettando le risorse del territorio in senso lato, vuol dire anche tentare una sintesi tra le emozioni suscitate da un paesaggio e le caratteristiche sensoriali del vino prodotto in quell’ ambiente ed attraverso questa mediazione tra natura e cultura, offrire indicazioni per salvare rappresentazioni simboliche ed esigenze ambientali, per raccordare istanze estetiche a fatti economici, per rispettare tensioni produttive e bisogni turistici. Il paesaggio viticolo diventerà sempre più il vettore essenziale della conoscenza dei vigneti e dei vini di una zona e quindi il supporto più importante per tutte le strategie enoculturali. Prof. Attilio Scienza
Venerdì 5 giugno 2009, a Rimini,
si è svolto un convegno dal tema “La crisi dei Mercati: prospettive
e soluzioni per il futuro” – organizzato dalla Direzione del
Mercato Ortofrutticolo di Rimini, nella persona del dott. Valter Vannucci
- a cui hanno partecipato numerosi addetti ai lavori e operatori dei mercati. I produttori presenti hanno esternato il
loro disagio, denunciando la cronica mancanza di utili e auspicando precisi
interventi legislativi a protezione dei prodotti nazionali. Come affrontare, dunque, questa situazione negativa? Ha provato a rispondere il Prof. Frascarelli, docente all’Università di Perugia, che ha evidenziato come la recessione economica, in atto a livello mondiale non fa che aggravare la crisi del comparto ortofrutticolo. Frascarelli ha sottolineato come lo sviluppo di un’impresa non derivi primariamente dal denaro o dalla tecnica a disposizione, quanto dal capitale umano e dalla propensione all’innovazione di chi gestisce l’impresa stessa. Ogni operatore deve lavorare sempre più sulla qualità e sulla diversificazione del prodotto offerto, tenendo presente lo scenario in cui si svolge la propria attività (che tende a cambiare in continuazione). Ma è anche necessario affrontare
con realismo e competenza la propria situazione economica senza nascondere
eventuali difficoltà e dialogare con la massima trasparenza con
acquirenti e fornitori. Infine, ha concluso Frascarelli, è importante
individuare una strategia imprenditoriale di successo, se necessario aggregandosi
ad altri operatori per integrare le rispettive competenze ed offrire al
cliente un servizio sempre più moderno e completo citando, quale
esempio emblematico, quanto avvenuto nel caso della Ortolog Srl, una neonata
Società di servizi sviluppatasi nel contesto del Mercato Ortofrutticolo
di Milano che ha saputo fondere le competenze di una affermata Società
di trasporti lombarda con l’esperienza pluriennale di una realtà
commerciale consolidatasi all’interno del Mercato. Intervenendo ai lavori, a riscontro delle molte domande poste dai presenti, il dott. Pierangelo Mapelli, Direttore dei Mercati all’ingrosso di Milano, ha sottolineato come l’innovazione dell’impresa dipenda soprattutto dal suo fattore centrale: il capitale umano. Ovvero, ancor prima dell’istruzione, contano l’educazione e la mentalità delle risorse umane a disposizione. La propensione al rischio, la creatività, la fiducia, il gusto per il bello e per l’utile e le capacità di apprendimento e di adattamento costituiscono le vere fondamenta di una innovazione lungimirante e vantaggiosa. La strada per la competitività parte, dunque, dalla capacità di valorizzare questa dimensione personale, creando un circolo virtuoso tra imprese, sistema della ricerca, sistema finanziario e le politiche di sostegno. In sintesi, si tratta di “con-correre” per competere. Un’altra interessante testimonianza
è stata offerta dal sig. Andrea Belletti, della Eurofruit S.r.l.
di Bologna: una realtà sviluppata sull’integrazione delle
competenze, questa volta tra settore commerciale e settore produttivo.
Secondo Belletti, oggi, la GDO non tutelerebbe a sufficienza i produttori
diretti che costituiscono la chiave di volta di tutta la filiera . Il convegno si è chiuso sull’onda di queste testimonianze di lavoro, nella speranza che occasioni come queste possano contribuire alla creazione di una mentalità protesa all’innovazione, all’integrazione di competenze e, più in generale, al rilancio di tutta la filiera, con particolare attenzione ai Mercati all’Ingrosso. Eugenio Bordogna I MERCATI VERRANNO INSERITI TRA I LUOGHI CHE I TURISTI GIAPPONESI “DEVONO” VISITARE NEL CORSO DEI LORO TOUR ENOGASTRONOMICI IN ITALIA In data 20 maggio 2009 abbiamo avuto gradito
ospite un giornalista - imprenditore giapponese, il signor Ekko Shin-ichi
(nella foto con la Signorina Yuko Noguchi in occasione della loro visita
presso uno stand del Mercato Ortofrutticolo specializzato in funghi di
cui i giapponesi sono ghiotti consumatori).
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