AZIENDE E PRODOTTI

Vendemmia 2012, la più scarsa degli ultimi 50 anni
Da Assoenologi i dati definitivi: 39,3 milioni di ettolitri, qualità eterogenea. La vendemmia 2012 si conferma la più scarsa degli ultimi 50 anni

Il Centro studi di Assoenologi, organizzazione nazionale di categoria che rappresenta i tecnici vitivinicoli, ha diffuso  i dati definitivi, a raccolta ultimata, sulla vendemmia 2012: con 39,3 milioni di ettolitri, quella del 2012 verrà ricordata come la più scarsa dal 1950.
Le cause del drastico calo di produzione sono da ricercarsi principalmente nelle condizioni meteo dell'estate, segnata da temperature elevatissime e prolungata siccità.
Il meteo si è in parte riscattato con un mese di settembre che ha portato precipitazione definite "adeguate" da Assoenologi in quasi tutte le zone vitivinicole e ampie escursioni termiche tra giorno e notte. Nonostante ciò, i dati definitivi sulla produzione vitivinicola 2012 fanno registrare un ulteriore ribasso, attestandosi appunto a 39,3 milioni di ettolitri. Il calo è dell'8% rispetto alla precedente campagna, "che già fu tra le meno produttive degli ultimi decenni", come ricorda Assoenologi. 
Nel Centro Nord i decrementi oscillano da -5% come nell'Emilia-Romagna, a -20% come in Lombardia e Toscana.
Dalle Marche in giù si registrano valori pari a quelli dello scorso anno, come in Abruzzo, Campania e Sardegna, o inferiori tra il 10% ed il 15% come in Puglia e Lazio o superiori anche del 15% come in Sicilia. Per quest'ultima l'incremento produttivo è da imputare maggiormente alla rimessa in produzione dei vigneti "bloccati" lo scorso anno con la cosiddetta "vendemmia verde".
Per quanto riguarda la qualità, Assoenologi nota che "nella stessa zona il buono si scontra con l'ottimo e il mediocre con l'eccellente .Complessivamente la qualità del vino 2012 sarà buona, con qualche punta di ottimo ma pochissime di eccellente. E dire che sarebbe bastata qualche pioggia estiva e meno caldo per siglare un'annata assai degna di considerazione".
Il gran caldo e la scarsità di precipitazioni hanno bloccato l'insorgere delle tradizionali ampelopatie della vite. Nelle zone in cui la fioritura è stata contrastata dalle avversità meteorologiche i grappoli sono risultati spargoli e non uniformi. Nei vigneti che non sono stati soccorsi con adeguate irrigazioni, la resa uva/vino è stata decisamente inferiore alla media. 
Inutile dire che la scarsa produzione sta facendo fibrillare il mercato all'ingrosso di mosti e vini, calmo fino a Ferragosto, oggi alquanto sostenuto, soprattutto per alcuni prodotti fortemente richiesti.
Ad esempio, in Piemonte alcune tipologie fanno registrare incrementi tra il 10% ed il 20% rispetto al 2011, che in Lombardia raggiungono anche il 30%. In Veneto decisi aumenti si registrano per Pinot grigio e Prosecco. In Romagna alcune partite di vini bianchi sono state pagate anche il 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre in Emilia le quotazioni all'ingrosso dei Lambruschi sono lievitate anche di oltre il 30%. Se in Toscana l'aumento delle prezzi sfiora il 30%, in Abruzzo per i vini bianchi si è raggiunto anche il 50%.
Per maggiori informazioni leggi il dossier completo sul sito di Assoenologi

(http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com)


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