AZIENDE E PRODOTTI

A rischio acciughe di Sicilia
I pescatori contro le volanti a coppia. Le autorizzazioni consentono una pesca continua: e la sopravvivenza del pesce azzurro è a rischio

Le pesca nei mari di Sicilia è sul baratro: la colpa è delle volanti a coppia, responsabili di una diminuzione eccessiva del numero delle acciughe.
A parlare così, l'Organizzazione dei Produttori della Pesca della Sicilia Occidentale, da tempo preoccupata per la situazione del pesce azzurro. Ed i dati supportano le tesi negative.
Secondo i rilevamenti 2010 del Mipaf (Osservatorio Nazionale della Pesca) le catture delle lampare siciliane si sono fermate a 11.245 tonnellate per 22 mln di Euro di fatturato: un calo del fatturato di 22 mln di euro, cioè 18 punti di percentuale e del 27% dei ricavi.
Non diverse le statistiche dell'Organizzazione. I suoi campionamenti parlano di un calo del fatturato medio annuo (2010-011) del 34%, mentre nel periodo successivo ( 1 gennaio 2012 al 31 luglio 2012) la caduta è del 50%. E si prevede che alla fine dell'anno corrente il trend sarà simile.
Come detto, il problema sta nella gestione delle volanti a coppia. Nate come esperimento temporaneo sulla pesca, tale situazione si è protratta. Spiegano allora i portavoce dell'Associazione: "Il tipo di pesca delle volanti, infatti, a differenza di quello 'a lampara', non è affatto sostenibile: si tratta di barche che pescano a strascico e senza badare alle dimensioni del pescato. Così accade di routine che prima di rientrare in porto, gettino in mare grandi quantità di acciughe morte (troppo piccole per essere vendute) sfuggendo al monitoraggio che si effettua solo a navigazione ultimata". Tenendo conto come un acciuga femmina diventa fertile dopo un anno di vita e che può deporre fino a 40.000 uova, il danno di una sola barca con volanti diventa notevole.
Perciò, il perpetuarsi del "esperimento volanti a coppia" a due conseguenze disastrose.
Primo, il decremento degli esemplari di pesce azzurro nei mari locali mette a rischio la sopravvivenza di tali creature nel lungo termine.
Secondo, la riduzione drastica del pescato ha provocato danni economici sia ai pescatori che all'indotto del pesce azzurro: in sintesi, "Il pesce non basta più nemmeno per chi ha la licenza" e "Continuare a rientrare in porto a mani vuote sta mettendo in ginocchio l'intero indotto del pesce azzurro con migliaia di famiglie in gravi difficoltà economiche".
Organizzazione dei Produttori della Pesca si rivolge così alla politica, chiedendo risposte veloci ed azioni immediate sul problema delle volanti. (Matteo Clerici – www.newsfood.com)

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